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Il mondo dell’equitazione riunito ad Aachen

Campionati Mondiali di Equitazione 2026

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11 agosto 2026 - 23 agosto 2026

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Ci sono competizioni che si concludono con una classifica e altre che lasciano qualcosa di più.

I FEI World Championships Aachen 2026 appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Tredici giorni di gare, sei discipline, oltre 680 atleti, più di 800 cavalli e circa 500.000 spettatori hanno trasformato l’Allianz Park di Aachen nel cuore mondiale dello sport equestre. Un appuntamento che ha riunito salto ostacoli, dressage, completo, paradressage, attacchi e volteggio, regalando 59 nuovi campioni del mondo e una lunga sequenza di momenti destinati a rimanere nella memoria.

Ma dietro ai grandi numeri ci sono soprattutto le persone. E, per noi, Aachen 2026 ha avuto un significato ancora più speciale: tra i protagonisti di questo straordinario Campionato del Mondo ci sono stati alcuni degli atleti che abbiamo il privilegio di sostenere e accompagnare nel loro percorso sportivo.

Il mondo dell’equitazione riunito ad Aachen

Aachen non è stata soltanto la sede di un Mondiale. È stata una celebrazione dello sport equestre nella sua forma più completa. Per quasi due settimane, le diverse discipline hanno raccontato modi differenti di vivere il rapporto tra atleta e cavallo: la precisione del dressage, la velocità e la potenza del salto ostacoli, la completezza richiesta dall’eventing, la straordinaria espressività del paradressage, la spettacolarità degli attacchi e l’equilibrio del volteggio. Il risultato è stato un evento che la stessa FEI ha definito superiore alle aspettative, grazie alla combinazione tra sport di altissimo livello, organizzazione, pubblico e atmosfera. E proprio il pubblico è stato uno degli ingredienti più sorprendenti: le tribune gremite e l’entusiasmo dei tifosi hanno accompagnato ogni giornata, fino alla cerimonia di chiusura del 23 agosto, quando Aachen ha salutato i campioni del mondo con il tradizionale sventolio dei fazzoletti bianchi.

Un’Italia protagonista: da Aachen parte la Road to Los Angeles

Per l’Italia, Aachen 2026 ha rappresentato un passaggio storico. Nel salto ostacoli la squadra azzurra ha chiuso il Campionato del Mondo al quinto posto, ottenendo così la qualificazione a squadre per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Un risultato dal valore enorme: l’Italia torna infatti a qualificarsi per la gara olimpica a squadre del salto ostacoli dopo l’ultima partecipazione ad Atene 2004. È inoltre il miglior piazzamento di sempre ottenuto da una squadra italiana ai Campionati del Mondo. 

Un risultato costruito attraverso il lavoro di un’intera squadra e anche grazie a una prestazione decisiva di Giacomo Casadei, alla sua prima esperienza mondiale. Ventiquattro anni - tanto quanto gli anni trascorsi dall’ultima Olimpiade a squadre dell’Italia nel salto ostacoli - e una responsabilità enorme sulle spalle. In sella a Marbella du Chabli, Casadei è entrato nel Main Stadium davanti a un pubblico di circa 40.000 persone dopo il ritiro di Emanuele Camilli, sapendo che il suo percorso sarebbe stato determinante per le sorti della squadra. La barriera del numero uno è caduta. Ma Giacomo non ha cambiato nulla. È rimasto concentrato, ha seguito il proprio piano e ha portato a termine il percorso con la maturità di un atleta molto più esperto. Il suo contributo è stato fondamentale per quel quinto posto che ha consegnato all’Italia il pass per Los Angeles 2028. La classifica ufficiale FEI conferma il quinto posto dell’Italia nella finale a squadre. Un momento che racconta perfettamente cosa significhi fare sport ad alto livello: talento, preparazione, sangue freddo e capacità di assumersi una responsabilità quando conta davvero.

L’Eventing: due nostre protagoniste sul podio mondiale

Se c’è una disciplina che ad Aachen ha regalato emozioni particolari, è l’Eventing. E anche qui abbiamo avuto due motivi in più per seguire ogni fase della competizione. Rosalind Canter ha conquistato la medaglia d’argento individuale in sella a Lordships Graffalo, mentre Laura Collett ha chiuso al terzo posto con London. Due risultati straordinari, ottenuti in una competizione che ha visto ai vertici alcuni dei più grandi nomi dell’Eventing mondiale. Per Laura, il bronzo di Aachen arriva dopo la vittoria ai Campionati Europei e conferma la straordinaria continuità di un binomio, quello con London, ormai ai vertici internazionali. Già alla vigilia della gara, la britannica aveva raccontato quanto fosse speciale competere in un luogo come Aachen. Per Rosalind, invece, il secondo posto rappresenta un altro capitolo di una carriera straordinaria: campionessa del mondo individuale nel 2018 a Tryon, è tornata sul podio iridato sei anni dopo con una prestazione di altissimo livello.

E non è tutto. Le due amazzoni hanno contribuito anche al successo della Gran Bretagna nella classifica a squadre, insieme a Tom McEwen e Gemma Stevens. Con 84 punti, il team britannico ha conquistato l’oro mondiale, replicando il successo ottenuto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Due atlete, due cavalli, due medaglie individuali e un titolo mondiale a squadre: un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi.

Francesca Salvadè: due volte sul podio mondiale

Anche il paradressage ha regalato all’Italia una delle storie più belle di Aachen 2026. Francesca Salvadè, in sella a Escari, ha conquistato due medaglie di bronzo. La prima è arrivata nella prova individuale di Grado III, dove l’azzurra ha ottenuto il terzo posto con 74,767%. Per Francesca si è trattato della prima medaglia conquistata ai Campionati del Mondo, un risultato ancora più significativo considerando il percorso costruito negli ultimi anni insieme a Escari. La seconda è arrivata nel Freestyle, dove Salvadè ha confermato il proprio posto tra le migliori interpreti mondiali della disciplina, tornando sul podio con un punteggio di 79,587%. Due bronzi che raccontano non soltanto il risultato finale, ma la qualità e la continuità di un percorso sportivo costruito con metodo, passione e una straordinaria sintonia con il proprio cavallo.

Sei medaglie per l’Italia

Il bilancio complessivo della spedizione italiana ad Aachen è stato di sei medaglie. Nel paradressage, oltre ai due bronzi di Francesca Salvadè, sono arrivate le medaglie di Sara Morganti. Nel volteggio, invece, l’Italia ha conquistato un prezioso argento nel Pas de Deux con Rebecca Greggio e Davide Zanella e un bronzo nella Team Competition. Un bottino che conferma la competitività dell’Italia in discipline profondamente diverse tra loro e che, soprattutto, racconta la qualità di un movimento capace di esprimere eccellenze a livello internazionale.

Aachen 2026: il medagliere finale

A chiudere Aachen 2026 è anche il medagliere generale, che fotografa la straordinaria competitività internazionale di questa edizione. La Germania ha conquistato il primo posto con 7 medaglie d’oro, 5 d’argento e 8 di bronzo, per un totale di 20 podi. Al secondo posto gli Stati Uniti, con 6 ori e 2 bronzi, mentre la Gran Bretagna completa il podio con 4 ori, 4 argenti e 5 bronzi. Seguono Paesi Bassi e Francia, rispettivamente con 3 e 2 medaglie d’oro. Un medagliere che racconta la forza e la varietà del panorama equestre internazionale, ma che non esaurisce il significato di questi Campionati. Aachen 2026 ha rappresentato molto più di una sfida per il titolo mondiale: è stato un punto d’incontro per l’intero mondo equestre e, soprattutto, il primo grande appuntamento sulla strada verso Los Angeles 2028, dove molti dei protagonisti di queste giornate torneranno a contendersi il più importante traguardo sportivo.

Dal Mondiale a Los Angeles

Aachen 2026, però, non rappresenta un punto di arrivo. È stato il primo grande appuntamento sulla strada verso Los Angeles 2028. Proprio i Campionati del Mondo hanno infatti dato il via al percorso di qualificazione olimpica e paralimpica, trasformando molti dei risultati ottenuti in Germania in un primo passo verso il prossimo grande appuntamento a cinque cerchi. Per l’Italia, quel percorso è già iniziato nel migliore dei modi. La qualificazione olimpica del salto ostacoli è un traguardo storico. Le medaglie del paradressage e del volteggio confermano la profondità del talento azzurro. E le prestazioni di atleti come Giacomo Casadei, Laura Collett, Rosalind Canter e Francesca Salvadè raccontano quanto il futuro dello sport equestre internazionale sia fatto di talento, preparazione e partnership. Partnership che, nel nostro caso, hanno anche un significato particolare.

Perché sostenere un atleta non significa soltanto essere presenti quando arriva una medaglia. Significa condividere un percorso, credere nel lavoro quotidiano, nei sacrifici, nelle ambizioni e nella capacità di trasformare un obiettivo lontano in qualcosa di concreto. Aachen ci ha ricordato perché vale la pena farlo. Perché dietro ogni grande risultato c’è sempre una storia. E alcune storie, quando arrivano su un palcoscenico come quello dei Mondiali, diventano parte della storia dello sport.

Aachen 2026 si è conclusa. La Road to Los Angeles, invece, è appena cominciata.